Ti è mai capitato di vedere un Ficus benjamin bellissimo in salotto e pensare, “Ok, lo voglio anch’io”, per poi ritrovarti dopo qualche settimana con foglie che cadono come pioggia? È una scena comune, e quasi sempre non è “sfortuna”: è che il ficus ama una cosa più di tutte, la stabilità.
La prima regola: luce giusta, senza eccessi
Il Ficus benjamin cresce bene con luce indiretta. Io lo immagino come una persona che vuole stare vicino alla finestra, ma con la tenda tirata.
- Posizionalo in un punto luminoso, ma evita il sole diretto che può stressare e bruciare le foglie.
- Tienilo lontano da correnti d’aria, termosifoni, stufe, ventilatori e porte che si aprono spesso.
- Punta a temperature stabili tra 18 e 24°C. Gli sbalzi improvvisi sono tra le cause più frequenti di caduta fogliare.
Irrigazione: il trucco del dito (e niente ristagni)
Qui si gioca la partita più importante. Il ficus non vuole né sete né “piedi a mollo”.
- In estate annaffia solo quando il terriccio è asciutto in superficie. Infila un dito: se sopra è secco, allora è il momento.
- Quando bagni, fallo bene: acqua finché non esce dai fori del vaso, poi lascia scolare completamente.
- In inverno riduci drasticamente le irrigazioni, perché la pianta consuma meno.
Una nota pratica: evita di nebulizzare su foglie già umide o in ambienti poco arieggiati, perché l’eccesso di umidità può favorire funghi come l’antracnosi. Meglio bagnare il terreno, con calma e precisione.
Terriccio e vaso: drenare è salvare
Se c’è una parola che vale oro, è terriccio drenante. Il ficus vuole radici ossigenate.
- Scegli un terriccio ricco di sostanza organica, migliorato con humus di lombrico o leonardite.
- Usa un vaso con fori di drenaggio e crea un fondo con argilla espansa o ghiaia.
- Se noti odore di marcio o terriccio sempre fradicio, il problema spesso è qui, non “nella pianta”.
Rinvasi senza stress
Il rinvaso va fatto ogni 2 o 3 anni, meglio in primavera:
- Estrai la pianta con delicatezza.
- Rimuovi parte del terriccio vecchio, soprattutto quello superficiale.
- Controlla le radici, se trovi parti scure e molli, eliminale.
- Riparti con substrato fresco e drenante.
Concimazione: poco, ma regolare
Da primavera a fine estate, una volta al mese, il ficus apprezza una concimazione mirata.
- Scegli un concime liquido con azoto e microelementi per sostenere foglie e crescita.
- In alternativa, ammendanti naturali come humus e prodotti micorrizici possono aiutare l’equilibrio del suolo.
- In inverno sospendi: forzare la crescita quando la luce cala è spesso controproducente.
Umidità e pulizia: la “spa” che previene i guai
Il ficus ama un’aria moderatamente umida, ma senza eccessi.
- Ogni tanto fai una doccia tiepida alle foglie, proteggendo il terriccio con un sacchetto, così non lo inzuppi.
- Pulisci le foglie con acqua e un po’ di sapone di Marsiglia, rimuovi polvere e riduci il rischio di parassiti.
Potatura e talee: ordine e nuova vita
La potatura deve essere leggera: elimina rami secchi e accorcia le cime per infittire la chioma, senza tagli drastici.
Per la talea, il metodo più semplice:
- Taglia una cima di circa 15 cm.
- Togli le foglie alla base, lasciandone 5 o 6.
- Metti in acqua in un punto luminoso.
- Cambia l’acqua ogni 2 o 3 giorni, radici in circa 2 o 3 settimane.
Problemi comuni: riconoscerli al volo
| Segnale | Causa probabile | Cosa fare subito |
|---|---|---|
| Foglie gialle o che cadono | Troppa o poca acqua, sbalzi termici | Rivedi irrigazione e posizione, se sospetti marciume valuta rinvaso, se è secco reidrata anche per immersione breve |
| Cocciniglia, afidi, ragnetto rosso | Aria secca, infestazione | Lavaggio foglie, sapone molle e olio di neem o macerato d’ortica, alcool localizzato per cocciniglia, intervento specifico se grave |
| Macchie scure | Umidità eccessiva, funghi | Elimina foglie colpite, riduci acqua, tratta se necessario e bagna solo il terreno |
| Problemi radicali importanti | Infestazioni nel substrato | Isola la pianta, valuta sostituzione del terriccio e misure drastiche se la situazione non migliora |
Alla fine, curare un Ficus benjamin è quasi un patto: tu gli dai luce indiretta, temperatura stabile, acqua misurata e un suolo che respira, lui ti ripaga con una chioma folta, ordinata, e quell’aria “da casa vissuta bene” che poche piante sanno dare.




