Ti è mai capitato di passare lo straccio, fare due passi indietro e pensare: “Ma perché il parquet sembra più spento di prima?” Succede più spesso di quanto immagini, e il motivo non è la sfortuna. A volte è proprio quel “detergente universale” che usiamo con la massima fiducia a fare il danno, anche quando lo diluiamo con cura.
Il colpevole (comunissimo) che rovina tutto
Il detergente da evitare sul parquet è quello contenente ammoniaca. Sì, proprio lei, spesso nascosta in prodotti per pavimenti, sgrassatori e detergenti multiuso. L’ammoniaca può compromettere lo strato protettivo del legno e, in certi casi, basta davvero una sola goccia, anche diluita, per lasciare un segno che non va più via.
Il risultato tipico?
- Opacità improvvisa
- Perdita di lucentezza a chiazze
- Aloni o macchie che sembrano “mangiarsi” la finitura
- Superficie più sensibile a graffi e usura
Perché l’ammoniaca è così aggressiva sul parquet
Il parquet non è una piastrella. È legno, quindi un materiale che “vive” e reagisce a umidità e chimica. La protezione che lo fa splendere, vernice, olio o cera, è come un impermeabile sottile: se lo indebolisci, il pavimento resta esposto.
L’ammoniaca agisce in modo particolarmente insidioso perché:
- Attacca la finitura (verniciata o oliata), rendendola meno uniforme.
- Lascia il legno più vulnerabile a sporco e micrograffi, che prima non si notavano.
- Può creare zone “secche” e spente, dove la luce non si riflette più allo stesso modo.
- Nel tempo aumenta il rischio di deformazioni e invecchiamento precoce, perché la protezione non fa più barriera.
E non è l’unica da tenere lontana: guide professionali sconsigliano anche alcool, solventi, acidi e candeggina, proprio perché possono indebolire o rimuovere lo strato protettivo.
Falsi miti che sembrano innocui (ma non lo sono)
Ci sono errori che nascono da buone intenzioni, tipo “uso qualcosa di naturale e sono a posto”. Purtroppo non sempre.
- Aceto: è acido, quindi può erodere la finitura e opacizzare il parquet. All’inizio sembra pulito, poi compaiono aloni e perdita di tono.
- Detergenti commerciali generici: spesso contengono sostanze troppo forti o profumi e additivi che lasciano residui, creando patine e decolorazioni.
- Acqua pura o troppa acqua: non pulisce davvero (sposta lo sporco), può lasciare aloni minerali e, se in eccesso, rischia infiltrazioni nelle fughe.
- Alcool o solventi: attaccano molte finiture, soprattutto le più delicate come Invisible Touch o Oleonature.
La routine sicura che mantiene la lucentezza (senza stress)
Qui la regola è semplice: meno aggressività, più metodo. Se vuoi un parquet bello, la differenza la fa la combinazione di prodotto giusto e panno giusto.
Cosa usare
Scegli detergenti specifici per parquet in base alla finitura (verniciato, oliato, cerato o stratificato), da diluire come indicato, con pH neutro e senza solventi o pH estremi. Molti preferiscono formule a basso odore, biodegradabili, senza VOC e più tollerabili anche in casa.
Esempi spesso considerati più “gentili”:
- HG extra forte, utile per sgrassare senza aggredire la vernice
- Parquet Cleaner Stanhome
- Naturalpulito
- Green Bio Listone Giordano
- Super Pulito, spesso scelto per il pH neutro
Come applicare (la parte che fa davvero la differenza)
- Usa un panno in microfibra ben strizzato, deve essere umido, non bagnato.
- Lavora a piccole zone, senza “allagare” il pavimento.
- Passa un secondo panno asciutto se noti umidità residua, soprattutto vicino ai battiscopa.
- Non esagerare con il prodotto, troppo detergente può lasciare patina.
L’etichetta: il test rapido prima di rovinare tutto
Quando leggi gli ingredienti, fai attenzione a queste parole chiave:
- da evitare: ammoniaca, sbiancanti, candeggina, acidi, basi forti, solventi
- da preferire: pH neutro, specifico per parquet, indicazioni chiare su diluizione e finitura compatibile
Se il parquet è già opaco o macchiato dopo un detergente sbagliato, fermati subito: meglio passare a una pulizia delicata e, se la finitura appare compromessa, valutare un parere professionale. In molti casi prevenire costa pochi minuti, riparare può costare molto di più.




